PREVIDAGE SRL
Sede legale
Corso Garibaldi, 49
20121 Milano (MI)
REA di Milano 2740204
CF e P.IVA 13733500964
Capitale sociale € 10.000
previdage@legalmail.it
Sedi operative
Via Larga, 8
20122 Milano (MI)
Piazza De Gasperi, 12/16
21047 Saronno (VA)
PREVIDAGE SRL
Sede legale
Corso Garibaldi, 49
20121 Milano (MI)
REA di Milano 2740204
CF e P.IVA 13733500964
Capitale sociale € 10.000
previdage@legalmail.it
Sedi operative
Via Larga, 8
20122 Milano (MI)
Piazza De Gasperi, 12/16
21047 Saronno (VA)
Pensione con 5 anni di contributi per i liberi professionisti: il tema è diventato sempre più rilevante.
Le carriere discontinue, i periodi di lavoro autonomo, le attività frammentate e l’ingresso sempre più tardivo nel mercato del lavoro hanno reso frequente una situazione che fino a qualche anno fa appariva residuale: arrivare all’età pensionabile senza aver maturato i classici 20 anni di contribuzione richiesti per la pensione di vecchiaia ordinaria.
In questo scenario, la possibilità di andare in pensione con soli 5 anni di contributi rappresenta per molti lavoratori una prospettiva essenziale, soprattutto per evitare che i contributi versati restino inutilizzati. Tuttavia, non tutti possono accedere con la stessa facilità a questa opportunità. E, oggi, sono soprattutto i liberi professionisti iscritti alle casse professionali a trovarsi in una posizione potenzialmente più favorevole.
Ti interessa l’argomento? Guarda il video della dottoressa Noemi Secci sui nuovi tetti pensionistici 2026!
Il sistema generale continua a prevedere, come regola di base, la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni, subordinata però al perfezionamento di almeno 20 anni di contribuzione.
Per i lavoratori interamente nel sistema contributivo, cioè privi di contribuzione anteriore al 1° gennaio 1996, esiste inoltre un ulteriore vincolo: il diritto alla pensione ordinaria a 67 anni è riconosciuto solo se l’importo maturato raggiunge una determinata soglia minima, collegata all’assegno sociale.
Questo significa che, in mancanza di tale importo, la pensione non solo risulta bassa, ma può addirittura non essere liquidata, perché nel sistema contributivo puro non opera l’integrazione al minimo. È proprio in questo contesto che la pensione con 5 anni di contributi assume un rilievo concreto: consente, in presenza di specifici requisiti, di non disperdere interamente la contribuzione versata.
Rimani aggiornato in materia previdenziale! Leggi il nostro articolo sulla pensione anticipata a 64 anni!
Per gli iscritti INPS che non possiedono contribuzione al 31 dicembre 1995, la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi effettivi è già prevista dall’ordinamento.
Tuttavia, questa possibilità presenta una condizione molto precisa: l’accesso non avviene a 67 anni, ma soltanto al compimento dei 71 anni di età. Il vantaggio principale di questo canale non è quindi l’anticipo dell’uscita, ma la possibilità di non perdere i contributi versati in carriere brevi, discontinue o frammentate.
Si tratta di una misura importante soprattutto per contrastare il fenomeno dei cosiddetti contributi silenti, cioè contributi accreditati ma incapaci, da soli, di generare un trattamento pensionistico secondo le regole ordinarie.
La situazione cambia sensibilmente per i lavoratori che risultano iscritti all’INPS con anzianità contributiva anteriore al 1996.
Per questi soggetti, la possibilità di ottenere una pensione contributiva con requisiti ridotti non è normalmente accessibile con soli 5 anni di versamenti. La strada percorribile è quella del computo nella Gestione Separata, ma solo in presenza di presupposti molto più restrittivi.
In particolare, il computo richiede:
Di fatto, quindi, per questi lavoratori il requisito minimo reale non resta più fermo a 5 anni, ma si alza a 15, rendendo molto meno accessibile il pensionamento con contribuzione ridotta.
È proprio sul versante delle casse professionali che il quadro cambia in modo significativo.
Molte casse dei professionisti, in particolare quelle istituite ai sensi del D.lgs. n. 103/1996, integralmente contributive, prevedono infatti regole più elastiche rispetto all’INPS. In diversi casi, il professionista può raggiungere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi e con età pensionabili più favorevoli, spesso senza l’obbligo di soddisfare un importo soglia minimo.
Questo riguarda, ad esempio, categorie professionali che fanno capo a casse con impianto interamente contributivo, nelle quali la logica regolamentare è più coerente con carriere autonome, discontinue o sviluppate in modo non lineare.
Anche alcune casse più risalenti, privatizzate ai sensi del D.lgs. n. 509/1994, mantengono in determinati casi requisiti più flessibili rispetto al sistema INPS. È il caso, per esempio, di alcune categorie ordinistiche per cui la pensione di vecchiaia può risultare accessibile con anzianità contributive contenute e con età inferiori o diverse rispetto a quelle previste nel sistema generale.
Il vero valore della pensione con 5 anni di contributi non sta tanto nell’importo della prestazione, che normalmente sarà modesto, quanto nel fatto che essa consente di recuperare previdenzialmente una posizione che altrimenti rischierebbe di restare improduttiva.
In una fase storica in cui molte carriere professionali non seguono più un percorso lineare, la possibilità di valorizzare anche pochi anni di versamenti assume una funzione di tutela molto importante. Questo vale ancora di più per chi ha alternato attività professionali, collaborazioni, lavoro autonomo occasionale o iscrizioni a gestioni diverse nel corso della vita lavorativa.
Un elemento di particolare interesse riguarda la prospettiva aperta dalla ricongiunzione da e verso la Gestione Separata.
Secondo quanto anticipato sul piano istituzionale, questa possibilità potrebbe incidere in modo rilevante anche sulle strategie previdenziali di chi presenta contribuzione mista, specie tra casse professionali e Gestione Separata.
In prospettiva, ciò potrebbe consentire a determinate categorie di soggetti di riallineare la propria posizione contributiva e di accedere più facilmente a trattamenti pensionistici che richiedono solo 5 anni di versamenti, purché sussistano tutti i requisiti richiesti dalla normativa e dai regolamenti delle singole gestioni.
Occorre però molta prudenza. Le prime indicazioni sembrano infatti circoscrivere questa opportunità soprattutto ai rapporti tra casse professionali e Gestione Separata, senza estenderla in modo generalizzato a tutti gli iscritti INPS. Per questo motivo, la novità non va letta come una semplificazione automatica, ma come una possibile leva tecnica da valutare caso per caso.
Per un libero professionista, la ricongiunzione può diventare uno strumento particolarmente utile in due direzioni.
Da un lato, la contribuzione maturata nella Gestione Separata potrebbe essere trasferita verso la cassa professionale di appartenenza, permettendo di sfruttare regolamenti pensionistici più favorevoli.
Dall’altro, in presenza di specifiche condizioni, anche la contribuzione maturata nella cassa potrebbe concorrere, tramite il corretto coordinamento previdenziale, a rendere più accessibile il raggiungimento di una pensione legata a requisiti ridotti.
La vera differenza, quindi, non è soltanto quantitativa, cioè legata al numero di anni versati, ma qualitativa, perché dipende dalla gestione in cui quei contributi vengono valorizzati e dalle regole applicabili in quella gestione.
Nonostante queste aperture, il quadro generale resta ancora segnato da una forte rigidità, soprattutto per chi ha maturato contributi in modo disordinato all’interno del sistema INPS.
Il problema dei contributi silenti continua a essere concreto. Molti lavoratori rischiano di non raggiungere i requisiti ordinari e, allo stesso tempo, di non avere accesso ai canali alternativi più favorevoli previsti in altri comparti previdenziali.
Per questo motivo, conoscere le regole sul coordinamento tra gestioni, sul computo e sulla ricongiunzione diventa essenziale. In molti casi, infatti, la differenza tra perdere i contributi o ottenere una pensione dipende proprio dalla capacità di individuare il percorso previdenziale più adatto alla singola posizione.
Considerazioni finali
Oggi, la pensione con 5 anni di contributi resta una possibilità reale, ma non uniforme per tutti. Nel sistema INPS, essa è più facilmente accessibile solo per chi rientra integralmente nel contributivo puro e accetta l’uscita a 71 anni. Per gli iscritti con contribuzione anteriore al 1996, invece, il quadro è molto più restrittivo.
I liberi professionisti iscritti alle casse professionali si trovano invece, in molti casi, in una condizione più favorevole, grazie a regolamenti che consentono accessi più flessibili e a una possibile valorizzazione più efficiente delle carriere discontinue.
Collegati alla nostra pagina Linkedin! Rimani aggiornato in materia previdenziale!