PREVIDAGE SRL
Sede legale
Corso Garibaldi, 49
20121 Milano (MI)
REA di Milano 2740204
CF e P.IVA 13733500964
Capitale sociale € 10.000
previdage@legalmail.it
Sedi operative
Via Larga, 8
20122 Milano (MI)
Piazza De Gasperi, 12/16
21047 Saronno (VA)
PREVIDAGE SRL
Sede legale
Corso Garibaldi, 49
20121 Milano (MI)
REA di Milano 2740204
CF e P.IVA 13733500964
Capitale sociale € 10.000
previdage@legalmail.it
Sedi operative
Via Larga, 8
20122 Milano (MI)
Piazza De Gasperi, 12/16
21047 Saronno (VA)
La legge di Bilancio 2026, approvata con la legge 30 dicembre 2025 n. 199, interviene ancora una volta sul sistema pensionistico con modifiche mirate e senza introdurre nuove riforme strutturali. Si conferma, quindi, l’impostazione prudente già adottata negli ultimi anni:
A chiarire il quadro applicativo è intervenuta l’INPS con la circolare n. 19 del 25 febbraio 2026, che ha fornito le istruzioni operative relative alle principali novità contenute nei commi 162, 163, 179, 194 e 195 dell’articolo 1 della legge di Bilancio.
Le disposizioni di maggiore rilievo riguardano
Resta aggiornato!
Leggi anche questo articolo di blog sulle novità previdenziali 2026!
Tra le misure confermate, la più importante è senza dubbio l’APE sociale, la cui sperimentazione viene prorogata per un ulteriore anno. La legge di Bilancio 2026 stabilisce infatti che la disciplina prevista dalla legge n. 232 del 2016 continuerà ad applicarsi fino al 31 dicembre 2026, senza modifiche sostanziali rispetto agli anni precedenti.
Restano quindi invariati i requisiti di accesso. L’età minima richiesta continua a essere pari a 63 anni e 5 mesi, mentre i requisiti contributivi rimangono differenziati in base alla categoria di appartenenza. Rimangono confermate anche le quattro condizioni soggettive che consentono l’accesso alla misura: disoccupazione, attività di caregiver, invalidità civile almeno pari al 74% e svolgimento di mansioni gravose.
Non cambia neppure il regime di incumulabilità con i redditi da lavoro. L’APE sociale continua infatti a non essere cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro annui.
La proroga è accompagnata da un incremento delle risorse stanziate, con l’obiettivo di garantire la copertura finanziaria della misura anche negli anni successivi, fino al 2031.
Guarda il video della dottoressa Noemi Secci sull’Ape Sociale 2026 e scopri tutte le informazioni importanti!
Diversamente da quanto avvenuto nelle precedenti leggi di Bilancio, il legislatore ha scelto di non prorogare due delle misure più discusse degli ultimi anni: Quota 103 e Opzione donna.
La circolare INPS n. 19/2026 chiarisce espressamente che non è stata estesa né la pensione anticipata flessibile prevista dall’art. 14.1 del D.L. n. 4/2019, nota come Quota 103, né la pensione anticipata Opzione donna disciplinata dall’art. 16, comma 1-bis, dello stesso decreto.
Questo significa che i due strumenti restano accessibili soltanto a coloro che hanno maturato i requisiti entro le scadenze già fissate dalla normativa previgente. In particolare, per Opzione donna il termine utile resta il 31 dicembre 2024, mentre per Quota 103 il termine è il 31 dicembre 2025.
Per chi maturerà i requisiti successivamente, non sarà quindi più possibile utilizzare questi canali sperimentali, ma occorrerà fare riferimento esclusivamente alle regole ordinarie di pensionamento previste dalla riforma Fornero.
Tra gli interventi più significativi della manovra 2026 vi è anche l’estensione dell’incentivo al posticipo del pensionamento, noto anche come bonus Giorgetti.
La misura, introdotta originariamente dalla legge di Bilancio 2023, viene ora allargata anche ai lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026. Il meccanismo consente a chi ha già raggiunto i requisiti per andare in pensione di scegliere di rimanere al lavoro, ottenendo direttamente in busta paga la quota di contribuzione previdenziale a proprio carico che, in assenza dell’opzione, verrebbe versata all’INPS.
Si tratta di una misura rivolta ai lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive o esclusive della stessa, compresi quindi anche i dipendenti pubblici.
Possono beneficiarne sia i lavoratori che hanno maturato i requisiti di Quota 103 entro il 31 dicembre 2025, sia coloro che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti della pensione anticipata ordinaria, cioè 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.
L’estensione di questo incentivo conferma un orientamento sempre più netto del legislatore: favorire la permanenza al lavoro, piuttosto che ampliare i canali di uscita anticipata.
Una delle novità più rilevanti sul piano tecnico riguarda le pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo.
La legge di Bilancio 2026 ha infatti abrogato le disposizioni introdotte solo un anno prima, che consentivano di utilizzare una o più rendite derivanti dalla previdenza complementare per raggiungere l’importo soglia richiesto per accedere a determinate prestazioni pensionistiche.
Con la nuova disciplina, dal 2026 il requisito dell’importo minimo richiesto per accedere alle pensioni contributive deve essere verificato esclusivamente sulla base della pensione maturata presso l’INPS.
Viene dunque meno la possibilità di integrare la soglia mediante le prestazioni della previdenza complementare, sia per la pensione anticipata contributiva sia per la pensione di vecchiaia ordinaria nel sistema contributivo.
La modifica incide in modo concreto soprattutto sui lavoratori con carriere discontinue, retribuzioni contenute o contribuzione ridotta, che avrebbero potuto contare sul supporto della previdenza complementare per superare il requisito economico richiesto dalla normativa.
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sui trattamenti pensionistici più bassi, aumentando l’importo della maggiorazione sociale conosciuta come incremento al milione.
In particolare, è previsto un aumento di 20 euro mensili della maggiorazione sociale già riconosciuta ai pensionati aventi diritto. Contestualmente, viene incrementato di 260 euro annui anche il limite reddituale utile per ottenere il beneficio.
L’aumento viene attribuito automaticamente ai soggetti che già percepiscono la maggiorazione, senza necessità di presentare una nuova domanda.
Si tratta di un intervento limitato sotto il profilo quantitativo, ma comunque significativo per i pensionati con redditi più bassi, in un contesto generale in cui il potere d’acquisto delle prestazioni assistenziali e previdenziali continua a rappresentare un tema centrale.
Nel complesso, la legge di Bilancio 2026 e la circolare INPS n. 19/2026 confermano una linea ormai chiara nella politica previdenziale italiana. Da un lato viene mantenuta l’APE sociale, misura mirata a tutela di categorie fragili o impegnate in attività gravose; dall’altro si interrompe la stagione delle proroghe automatiche di strumenti sperimentali come Quota 103 e Opzione donna.
Parallelamente, si rafforza la logica dell’incentivo alla permanenza al lavoro, attraverso l’estensione del bonus per chi rinvia il pensionamento dopo aver maturato i requisiti. Allo stesso tempo, la scelta di eliminare il collegamento tra previdenza complementare e soglia minima delle pensioni contributive segnala un ritorno a una lettura più rigida dei requisiti di accesso.
Il quadro che emerge è quello di un sistema previdenziale improntato alla continuità, al contenimento della spesa e alla conferma dell’impianto della riforma Fornero, con interventi selettivi piuttosto che con vere aperture a nuove forme di flessibilità in uscita.
𝗩𝘂𝗼𝗶 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞?
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗮𝗺 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮
Collegati alla nostra pagina Linkedin! Rimani aggiornato in materia previdenziale!