Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti: con la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, l’Istituto ha aggiornato il quadro contributivo applicabile agli iscritti alle gestioni speciali Artigiani e Commercianti per l’anno 2026.

Come avviene ogni anno, l’aggiornamento riguarda in particolare aliquote contributive, redditi minimali e massimali, contributi sul reddito eccedente, agevolazioni per il regime forfettario e termini di versamento.

Il dato più rilevante, anche per il 2026, è rappresentato dall’aumento degli importi dovuti, collegato alla rivalutazione per inflazione.

Pur in assenza di riforme strutturali, il 2026 richiede quindi particolare attenzione da parte di artigiani, commercianti e consulenti, perché la corretta gestione della contribuzione resta essenziale sia per evitare irregolarità sia per pianificare con precisione i costi previdenziali dell’attività.

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Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti: aliquote contributive 

Il sistema delle aliquote contributive per artigiani e commercianti deriva dal percorso di incremento progressivo previsto dall’art. 24, comma 22, del D.L. n. 201/2011. Questo meccanismo ha portato nel tempo all’aumento delle aliquote pensionistiche, fino al raggiungimento delle percentuali oggi in vigore.

Per il 2026, le aliquote di finanziamento delle gestioni pensionistiche autonome risultano così fissate:

  • Artigiani: 24%
  • Commercianti: 24,48%

La percentuale prevista per il 2026 si applica ormai anche ai coadiuvanti e coadiutori di età non superiore a 21 anni, per i quali si completa il percorso di uniformazione contributiva.

Resta inoltre confermata, su domanda, la riduzione del 50% dei contributi per gli artigiani e commercianti con più di 65 anni, già pensionati presso le gestioni INPS.

Contribuzione 2026 minimale di reddito per artigiani e commercianti

Uno dei passaggi centrali riguarda la contribuzione dovuta sul reddito minimale. Per il 2026, in base alla variazione ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo pari al +1,4%, il reddito minimo annuo da assumere come riferimento per il calcolo del contributo IVS è fissato a 18.808 euro.

Su questo minimale si calcola il contributo annuo dovuto, che per il 2026 risulta pari a:

  • Artigiani: 4.521,36 euro
  • Commercianti: 4.611,64 euro

Gli importi comprendono la quota IVS, il contributo di maternità e, per i commercianti, anche il finanziamento dell’indennizzo per cessazione dell’attività commerciale.

Nel caso di attività svolta per periodi inferiori all’anno solare, il contributo mensile è pari a:

  • Artigiani: 376,78 euro
  • Commercianti: 384,31 euro

È importante ricordare che il minimale di reddito e il relativo contributo annuo non fanno riferimento all’impresa nel suo complesso, ma devono essere considerati per ciascun soggetto operante nell’impresa. Questo aspetto assume particolare rilievo nelle attività con collaboratori familiari o coadiuvanti.

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti sul reddito eccedente il minimale

Oltre al contributo fisso calcolato sul minimale, artigiani e commercianti devono versare anche la contribuzione sulla quota di reddito d’impresa eccedente 18.808 euro.

Per il 2026, il contributo aggiuntivo è dovuto fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile, fissata a 56.224 euro. Oltre tale soglia, si applica una maggiorazione dell’1% dell’aliquota contributiva.

Il quadro applicabile è quindi il seguente.

Fino a 56.224 euro:

  • Artigiani: 24%
  • Commercianti: 24,48%

Oltre 56.224 euro:

  • Artigiani: 25%
  • Commercianti: 25,48%

Il contributo dovuto sul reddito eccedente, sommato a quello versato sul minimale, costituisce acconto sulla contribuzione complessivamente dovuta in relazione ai redditi d’impresa prodotti nel 2026.

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Massimale imponibile di reddito annuo

Un altro elemento fondamentale è il massimale di reddito annuo entro cui sono dovuti i contributi IVS.

Per i soggetti con anzianità contributiva anteriore al 1° gennaio 1996, il massimale 2026 è pari a 93.707 euro, ottenuto sommando la prima fascia pensionabile di 56.224 euro e i due terzi della stessa, pari a 37.483 euro.

Per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti dal 1° gennaio 1996 o successivamente, si applica invece il diverso massimale previsto dal sistema contributivo, che per il 2026 è pari a 122.295 euro.

Da questi limiti derivano anche i contributi previdenziali massimi dovuti per l’anno.

Lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

  • Artigiani: 22.864,51 euro
  • Commercianti: 23.314,31 euro

Lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

  • Artigiani: 30.011,51 euro
  • Commercianti: 30.598,53 euro

Anche in questo caso, il limite non è riferito all’impresa nel suo complesso, ma al singolo soggetto iscritto.

Contribuzione a saldo: come funziona

La disciplina previdenziale di artigiani e commercianti prevede che il contributo IVS sia calcolato sulla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini IRPEF, e non soltanto sul reddito prodotto dall’attività che ha dato origine all’iscrizione nella gestione previdenziale.

Questo significa che, una volta sommati:

  • i contributi versati sul minimale;
  • i contributi versati a conguaglio;

può ancora emergere un importo residuo da pagare, se i versamenti effettuati risultano inferiori alla contribuzione complessivamente dovuta sulla totalità dei redditi d’impresa realizzati nel 2026.

In tal caso, il contribuente dovrà versare un ulteriore contributo a saldo entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche. È inoltre ammesso il differimento di 30 giorni con la maggiorazione dello 0,40%, applicabile anche nelle ipotesi di compensazione tramite modello F24.

Imprese familiari: come si calcolano i contributi

Nelle imprese familiari, la determinazione della contribuzione previdenziale richiede particolare attenzione, perché dipende dalla struttura giuridica dell’attività.

Nelle imprese familiari legalmente costituite, il titolare e i collaboratori calcolano i contributi sulla base della quota di reddito fiscalmente dichiarata da ciascuno. In questo modo, il carico contributivo segue la ripartizione effettiva del reddito.

Nelle aziende non formalmente costituite come impresa familiare, il titolare può attribuire ai collaboratori una parte del reddito dichiarato, ma la quota complessivamente assegnata non può superare il 49% del reddito d’impresa. Anche in questo caso, la contribuzione di ciascun soggetto viene calcolata sulla quota di reddito attribuita.

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti- regime forfettario: confermata la riduzione del 35%

Anche per il 2026 resta confermato il regime contributivo agevolato previsto dalla legge n. 190/2014 per i soggetti che operano in regime forfettario.

L’agevolazione consiste in una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti. Per ottenerla, è necessario presentare apposita domanda all’INPS, attestando il possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

I soggetti che già beneficiavano dell’agevolazione nel 2025 continueranno ad usufruirne anche nel 2026, salvo rinuncia espressa. Chi ha avviato una nuova attività nel 2025 deve comunicare l’adesione entro il 28 febbraio 2026, mentre chi inizia l’attività nel corso del 2026 deve presentare la richiesta tempestivamente dopo l’iscrizione, così da consentire all’Istituto la corretta predisposizione della tariffazione annuale.

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti: scadenze e modalità di versamento

I contributi dovuti alle gestioni Artigiani e Commercianti devono essere versati tramite modello F24.

Le quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito scadono il:

  • 18 maggio 2026
  • 20 agosto 2026
  • 16 novembre 2026
  • 16 febbraio 2027

I contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, invece, devono essere versati entro i termini ordinari previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, con riferimento a:

  • saldo 2025
  • primo acconto 2026
  • secondo acconto 2026

L’INPS ricorda inoltre che i dati utili al pagamento sono disponibili nel Cassetto previdenziale, nella sezione “Dati del mod. F24”, accessibile direttamente dal contribuente o da un soggetto delegato.

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti: obblighi dichiarativi

Artigiani e commercianti restano tenuti a dichiarare annualmente all’INPS i redditi d’impresa conseguiti attraverso il modello Redditi Persone Fisiche, compilando il Quadro RR, entro i termini ordinari previsti per la dichiarazione dei redditi.

Si tratta di un adempimento essenziale, perché da esso dipende il corretto calcolo della contribuzione a saldo e degli eventuali acconti dovuti. Errori o omissioni possono infatti incidere non solo sotto il profilo fiscale, ma anche sotto quello previdenziale.

Contribuzione 2026 per artigiani e commercianti: considerazioni finali

La contribuzione 2026 per artigiani e commercianti si inserisce in un quadro sostanzialmente stabile dal punto di vista normativo, ma aggiornato negli importi a causa della rivalutazione annuale.

L’aumento del minimale, del massimale e della contribuzione dovuta rende ancora più importante una gestione attenta della posizione previdenziale, soprattutto in presenza di redditi variabili, imprese familiari o adesione al regime forfettario.

Per questo motivo, la verifica puntuale di aliquote, basi imponibili, scadenze e agevolazioni applicabili resta fondamentale. In materia previdenziale, infatti, anche un aggiornamento apparentemente ordinario può produrre effetti concreti sulla sostenibilità economica dell’attività e sulla corretta costruzione della posizione pensionistica.

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