PREVIDAGE SRL
Sede legale
Corso Garibaldi, 49
20121 Milano (MI)
REA di Milano 2740204
CF e P.IVA 13733500964
Capitale sociale € 10.000
previdage@legalmail.it
Sedi operative
Via Larga, 8
20122 Milano (MI)
Piazza De Gasperi, 12/16
21047 Saronno (VA)
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Pensioni: dal 2027 scatta l’aumento dei requisiti
La circolare INPS n. 28/2026 illustra il ritorno dell’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, con un incremento che interesserà la generalità dei trattamenti pensionistici a partire dal 1° gennaio 2027.
Dopo alcuni anni di tregua, il meccanismo di aggiornamento automatico dei requisiti torna dunque a produrre effetti concreti. Per i professionisti che assistono lavoratori e aziende, non si tratta di una novità improvvisa, ma del ritorno alla fisiologia del sistema previdenziale italiano: il collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita, introdotto oltre quindici anni fa, riprende ad applicarsi dopo diverse sospensioni e sterilizzazioni temporanee.
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Il principio dell’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita deriva dall’art. 12 del D.L. 78/2010, convertito nella L. 122/2010, ed è stato successivamente rafforzato dall’art. 24 del D.L. 201/2011, cioè dalla cosiddetta riforma Fornero.
La regola, come modificata da ultimo dal D.L. 4/2019, è semplice sul piano teorico:
Negli ultimi anni, tuttavia, il meccanismo ha subito sospensioni e rinvii. In particolare, l’adeguamento è stato congelato fino al 31 dicembre 2026 per la generalità delle prestazioni, in considerazione del decremento della speranza di vita registrato nel periodo post-pandemico. Con il nuovo ciclo di aggiornamento, quindi, il sistema torna a operare a pieno regime.
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La circolare INPS n. 28/2026 chiarisce che il prossimo adeguamento complessivo, riferito al biennio 2027-2028, è pari a 3 mesi, ma verrà applicato in modo graduale.
Nel dettaglio:
Di conseguenza, per la pensione di vecchiaia si devono considerare i seguenti requisiti:
Resta invece invariato il requisito contributivo minimo di 20 anni.
Lo stesso meccanismo si applica anche alla pensione di vecchiaia contributiva, che oggi si consegue con 71 anni di età e 5 anni di contributi. Dal 2027, il requisito anagrafico salirà a 71 anni e 1 mese; dal 2028, a 71 anni e 3 mesi.
L’adeguamento alla speranza di vita non riguarda soltanto la pensione di vecchiaia, ma incide anche su altri canali di uscita.
Pensione anticipata ordinaria
Per la pensione anticipata ordinaria, l’incremento si riflette sul requisito contributivo, oggi pari a:
A tali requisiti si aggiunge la finestra mobile di 3 mesi, destinata ad aumentare gradualmente fino a 9 mesi nel 2028 per i dipendenti pubblici non statali.
Dal 2027, i requisiti contributivi saliranno a:
Dal 2028, saliranno ulteriormente a:
Pensione anticipata contributiva
Per la pensione anticipata contributiva, attualmente i requisiti sono pari a:
In questo caso, a differenza di altri trattamenti pensionistici, aumenteranno sia il requisito anagrafico sia quello contributivo. Di conseguenza:
Pensione anticipata per i lavoratori precoci
Anche la pensione anticipata precoci subirà l’incremento sul requisito contributivo, oggi pari a 41 anni, oltre alla finestra mobile di 3 mesi, anch’essa destinata a crescere fino a 9 mesi nel 2028 per i dipendenti pubblici non statali.
I nuovi requisiti saranno quindi:
Alcune categorie di lavoratori continuano a beneficiare di discipline specifiche, in parte sterilizzate rispetto agli incrementi della speranza di vita, ai sensi dell’art. 1, commi 186 e 187, della L. 199/2025.
Si tratta:
Per tali lavoratori, gli adeguamenti alla speranza di vita relativi al biennio 2027-2028 non trovano applicazione.
Inoltre, per i lavoratori addetti ad attività gravose per almeno 7 anni negli ultimi 10 e per quelli addetti ad attività usuranti, la pensione di vecchiaia ordinaria può essere conseguita con 66 anni e 7 mesi di età e 30 anni di contributi.
Il requisito dei 30 anni può essere perfezionato anche in regime di cumulo.
Per quanto riguarda, invece, la pensione di anzianità dei lavoratori notturni e degli addetti ai lavori usuranti di cui al d.lgs. 67/2011, non si applicano incrementi legati alla speranza di vita fino al 31 dicembre 2028.
Una specifica eccezione alla sterilizzazione riguarda i beneficiari dell’APE sociale.
Ai sensi dell’art. 1, comma 190, della L. 199/2025, l’incremento dei requisiti continua infatti ad applicarsi anche ai lavoratori addetti ad attività gravose o usuranti qualora, al momento del pensionamento, risultino titolari dell’APE sociale disciplinata dall’art. 1, comma 179, della L. 232/2016.
Ne consegue che, in tali ipotesi, si applica il regime generale di adeguamento alla speranza di vita previsto per il biennio 2027-2028, con la conseguente necessità di verificare i requisiti pensionistici tenendo conto degli incrementi.
Per il personale appartenente al comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, la Legge di Bilancio 2026 introduce un meccanismo di incremento dei requisiti pensionistici più gravoso rispetto a quello previsto per la generalità dei lavoratori.
In particolare, l’art. 1, comma 180, della L. 199/2025 prevede un incremento aggiuntivo dei requisiti inferiori a quelli vigenti nell’AGO, pari a:
Tale incremento si aggiunge a quello generale derivante dall’adeguamento alla speranza di vita di cui al decreto direttoriale 19 dicembre 2025 e all’art. 1, comma 185, della medesima legge.
La formulazione normativa, che qualifica come aggiuntivo l’incremento previsto per il comparto difesa e sicurezza, sembrerebbe comportare un aumento complessivo di 4 mesi nel 2028. Tuttavia, la circolare INPS chiarisce che l’incremento è di soli 3 mesi qualora l’accesso al pensionamento avvenga indipendentemente dall’età anagrafica.
Per consulenti del lavoro, commercialisti e operatori del settore previdenziale, la circolare INPS n. 28/2026 suggerisce alcune verifiche operative che diventano sempre più rilevanti.
In particolare, è opportuno:
L’aumento di uno o tre mesi può sembrare marginale. In realtà, nella pratica professionale questi piccoli scatti diventano spesso l’elemento decisivo della consulenza.
Il paradosso del sistema previdenziale italiano è proprio questo: un impianto costruito su grandi equilibri finanziari, ma in cui la differenza, per il singolo lavoratore, si gioca spesso su poche settimane di contribuzione; ed è proprio in questo spazio che la consulenza previdenziale torna a fare la differenza.