Gestione Separata

Gestione Separata 2026: conviene ricongiungere i contributi?

Conviene ricongiungere i contributi dalla Gestione Separata?

Capita spesso, soprattutto a chi oggi ha 45–55 anni, di ritrovarsi con una carriera “mista”: lavoro dipendente come principale, ma anche periodi a progetto o collaborazioni che hanno lasciato contributi nella Gestione Separata INPS. Ed è proprio in questi casi che nasce una domanda molto concreta: quei contributi si possono usare per andare in pensione prima? E, se sì, conviene pagarne la ricongiunzione in AGO oppure è meglio utilizzare strumenti gratuiti come cumulo o totalizzazione?

Il dubbio è più che legittimo, soprattutto dopo l’estensione della possibilità di ricongiunzione dalla Gestione Separata verso l’AGO. Una novità importante, sì, ma con un dettaglio determinante: la ricongiunzione è onerosa (anche se deducibile). Quindi prima di pensarla come “scorciatoia”, bisogna capire bene cosa cambia rispetto alle alternative già esistenti.

Immaginiamo un caso tipico: lavoratore dipendente cinquantenne, nel contributivo puro (nessun contributo ante 1996), con circa 4 anni non continuativi in Gestione Separata tra 2000 e 2008. L’obiettivo è chiaro: valorizzare quei periodi e, se possibile, avvicinarsi alla pensione anticipata contributiva (la cosiddetta “pensione a 64 anni”), soprattutto perché la soglia economica richiesta può diventare un ostacolo.

Vediamo allora come orientarsi, con un criterio semplice: prima si chiarisce la differenza tra cumulo e totalizzazione, poi si capisce quando la ricongiunzione ha davvero senso.

Gestione separata 2026: cumulo e totalizzazione

Sia il cumulo sia la totalizzazione permettono di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere il diritto alla pensione. Questa è la loro funzione principale: evitare che periodi contributivi “spezzati” restino inutilizzati o producano trattamenti separati non convenienti.

La differenza non sta tanto nel “mettere insieme” i contributi (che in entrambi i casi è possibile), quanto nei canali pensionistici attivabili, nelle finestre e nelle regole di calcolo.

Il cumulo: più flessibile, e con una via specifica per il contributivo puro

Il cumulo ordinario (art. 1, co. 239 e ss. L. 228/2012, poi modificato dalla L. 232/2016) consente l’accesso a:

  • pensione di vecchiaia ordinaria
  • pensione anticipata ordinaria
  • pensione d’inabilità
  • pensione ai superstiti

Accanto a questo, esiste una forma di cumulo particolarmente importante per chi è nel contributivo puro (art. 1 D.lgs. 184/1997): oltre alle prestazioni sopra, consente anche:

  • pensione anticipata a 64 anni
  • pensione di vecchiaia a 71 anni con 5 anni di contributi

Ed è qui che spesso nasce l’equivoco: molte simulazioni online non evidenziano correttamente questa possibilità, ma per chi non ha contribuzione ante 1996, questa via può diventare decisiva.

La totalizzazione: consente alcune uscite, ma con finestre più lunghe

La totalizzazione, invece, consente:

  • pensione di inabilità e ai superstiti
  • una pensione di vecchiaia “dedicata” con requisiti specifici e 18 mesi di finestra
  • una pensione di anzianità con 41 anni di contributi e 21 mesi di finestra

C’è poi un aspetto tecnico da considerare: in regime di totalizzazione, presso le gestioni INPS, quando non si matura un autonomo diritto nella singola gestione, si applica il calcolo interamente contributivo. Nel caso di chi è già “contributivo puro”, questo elemento non è penalizzante, ma resta una differenza strutturale dell’istituto.

Guarda anche il video sul nostro canale Youtube della dottoressa Noemi Secci!

Gestione separata: posso usarla per la pensione a 64 anni?

Chi ha contributi in Gestione Separata spesso scopre, anche tramite simulazioni INPS, che quei periodi sembrano “valere” solo per la vecchiaia a 67 anni. Da qui la domanda: se non mi aiutano per la pensione anticipata contributiva, devo ricongiungerli in AGO per alzare il montante e raggiungere la soglia prima?

La risposta, nella maggior parte dei casi simili a quello descritto, è più semplice di quanto sembri: non è necessario ricongiungere.

Perché?

Perché, se il lavoratore è nel contributivo puro, può utilizzare il cumulo ex D.lgs. 184/1997 che consente l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni, valorizzando anche i contributi della Gestione Separata. In altri termini, quei contributi non restano confinati alla sola vecchiaia, ma possono concorrere al diritto tramite la forma di cumulo corretta.

Questo passaggio è cruciale anche perché chiarisce un punto pratico: le simulazioni INPS non sempre danno una panoramica completa delle strade effettivamente percorribili, soprattutto nei casi contributivi puri e con carriere frammentate.

Ti interessa l’argomento?
Leggi anche il nostro articolo di blog!

Ricongiunzione dalla Gestione Separata 2026

La ricongiunzione dalla Gestione Separata verso l’AGO, pur essendo una novità rilevante, è onerosa. È vero che l’onere può essere deducibile, ma resta un costo reale che va misurato rispetto al beneficio.

Nel caso analizzato, se il cumulo consente già di utilizzare i contributi della Gestione Separata per l’uscita anticipata, la ricongiunzione rischia di trasformarsi in una spesa non necessaria.

C’è poi un ulteriore elemento operativo: per modalità e costi concreti della nuova ricongiunzione, si è ancora in attesa delle istruzioni INPS che dovranno seguire la comunicazione ministeriale del 21 novembre 2025. Questo significa che, prima di qualsiasi valutazione economica seria, è opportuno attendere i dettagli applicativi.

In una carriera contributiva “mista” con Gestione Separata, la tentazione di ricongiungere può essere forte, soprattutto se l’obiettivo è andare in pensione prima. Ma, per un lavoratore interamente nel contributivo, la soluzione più efficiente è spesso un’altra: usare correttamente il cumulo previsto per il contributivo puro, che permette di valorizzare anche la Gestione Separata ai fini dell’uscita anticipata.

La regola pratica è questa:
prima si individua il canale pensionistico applicabile, poi si valuta se esiste davvero un vantaggio nel sostenere un costo di ricongiunzione.

𝗩𝘂𝗼𝗶 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞?

𝗖𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗮𝗺 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮

 

 

 

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