La pensione anticipata, che ha sostituito la vecchia “pensione di anzianità”, è oggi uno degli strumenti più importanti per chi vuole uscire dal lavoro prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia attualmente fissata a 67 anni almeno fino al 31 dicembre 2026.
Attenzione, però: non basta “avere tanti contributi”. Tra requisiti, finestre di decorrenza, cessazione del lavoro dipendente, regole sui contributi utili, cumulo, e varianti come i precoci o la pensione anticipata contributiva a 64 anni, l’errore è dietro l’angolo.

Leggi questo articolo per capire chi può accedere, quando, e con quali accortezze.

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Pensione anticipata: cos’è

La pensione anticipata è il trattamento previdenziale introdotto con la riforma Fornero D.L. 201/2011 che consente di andare in pensione prima dell’età ordinaria senza un requisito anagrafico minimo, purché si raggiunga un’anzianità contributiva elevata.

In questo caso contano i contributi, non l’età.

Chi ha diritto alla pensione anticipata ordinaria: i requisiti contributivi

La pensione anticipata ordinaria è accessibile alla generalità degli iscritti alle gestioni INPS con:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi

Per effetto delle norme richiamate nel tuo testo, non sono stati riscontrati incrementi dei requisiti fino al 31 dicembre 2026.
È previsto invece un aumento:

  • +1 mese dal 1° gennaio 2027
  • +2 mesi dal 2028

Per un aumento di 3 mesi dal 2028 rispetto ai requisiti attuali.

Ti interessa l’argomento?
Leggi anche il nostro articolo di blog su come ottenere la pensione anticipata a 64 anni

La “finestra” di decorrenza: quando ti pagano davvero la pensione

Raggiungere il requisito contributivo non significa ricevere subito la pensione, serve attendere una finestra.

Per la pensione anticipata ordinaria, la finestra è pari a 3 mesi dalla maturazione del requisito contributivo.
Durante la finestra puoi anche continuare a lavorare, ma la decorrenza slitta.

Attenzione al settore pubblico (ex Casse Tesoro)

Dal 2025 in poi, per gli iscritti alle ex Casse amministrate dal Tesoro (CPDEL, CPS, CPI, CPUG) la finestra si allunga progressivamente:

  • 2025: 4 mesi
  • 2026: 5 mesi
  • 2027: 7 mesi
  • 2028: 9 mesi

Con eccezioni in alcune ipotesi, ad esempio in regime di cumulo.

Pensione anticipata: devo smettere di lavorare per ottenerla?

Dipende dal tipo di lavoro.

Per ottenere la liquidazione della pensione, è necessario che risulti cessata ogni attività di lavoro subordinato.
Non è invece richiesta interruzione per:

  • lavoro autonomo
  • lavoro parasubordinato (collaborazioni)

È fondamentale che il lavoro dipendente risulti effettivamente cessato alla data di decorrenza della pensione.

Dopo posso lavorare ancora?

Sì. Dopo la decorrenza, è possibile avviare un nuovo rapporto di lavoro dipendente perché è prevista la piena cumulabilità della pensione anticipata con i redditi da lavoro.

Quali contributi valgono e quali possono creare problemi?

Ai fini del requisito contributivo, in generale sono utili:

  • contributi obbligatori
  • volontari
  • da riscatto
  • figurativi

Tuttavia, è richiesto che risultino almeno 35 anni di contribuzione al netto dei contributi figurativi per:

  • disoccupazione indennizzata
  • malattia
  • infortunio non integrati dal datore di lavoro

Questa limitazione non si applica:

  • agli iscritti alle gestioni esclusive dell’AGO (es. molti dipendenti pubblici)
  • a chi ha aderito all’opzione contributiva (art. 1, co. 23, L. 335/1995)

Nel testo, inoltre, è richiamata giurisprudenza secondo cui non sarebbe corretto applicare tale limitazione ai fini del diritto alla pensione anticipata ordinaria.

Cumulo contributivo: sommare contributi di gestioni diverse

Se hai contribuzione in più gestioni, puoi raggiungere il requisito anche in cumulo, art. 1, co. 239 e ss., L. 228/2012, sommando versamenti presenti in gestioni differenti, incluse le casse professionali.

È un’opzione potente, ma va gestita con attenzione perché:

  • ogni gestione liquida la sua quota secondo le proprie regole
  • in cumulo, alcune verifiche (es. 18 anni al 31/12/1995) possono cambiare a seconda delle gestioni coinvolte

Pensione anticipata: come si calcola

La pensione anticipata si calcola secondo le regole ordinarie del sistema pensionistico:

  • Retributivo fino al 31/12/2011 + contributivo dopo, se hai almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995
  • Retributivo fino al 31/12/1995 + contributivo dopo (sistema misto), se hai meno di 18 anni al 31/12/1995
  • Interamente contributivo, se non hai contributi al 31/12/1995 o se scegli l’opzione al contributivo (e per Gestione Separata)

Se ne ricorrono le condizioni, inoltre, la pensione può:

  • essere integrata al trattamento minimo
  • beneficiare di maggiorazioni sociali, incluso “incremento al milione”
  • includere la somma aggiuntiva, la quattordicesima, se spettante

Le 3 principali “pensioni anticipate” alternative

  1. A) Pensione anticipata “precoci”: 41 anni + finestra

Se sei un lavoratore precoce, almeno 12 mesi di contributi effettivi prima dei 19 anni, e rientri in categorie tutelate quale, disoccupati in determinate condizioni, caregiver, invalidi ≥74%, gravosi, usuranti/notturni, puoi accedere con:

  • 41 anni di contributi
  • + 3 mesi di finestra (con regole di finestra più lunghe per alcune categorie pubbliche, come da testo)

Serve prima una certificazione da parte dell’INPS.

  1. B) Pensione anticipata contributiva a 64 anni

Per chi è nel sistema interamente contributivo, esiste la pensione anticipata contributiva con:

  • 64 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi
  • importo soglia minimo (variabile e più favorevole per donne con figli, secondo le regole indicate)
  • finestra di 3 mesi (per decorrenze dal 1° gennaio 2024)
  • dal 2024 anche un tetto massimo temporaneo fino ai 67 anni

Con particolari vincoli di cumulabilità con redditi da lavoro, salvo lavoro autonomo occasionale entro determinati limiti).

  1. C) “Vecchi iscritti” e accesso a 64 anni: il computo in Gestione Separata

Chi ha contributi ante 1996, in certi casi, può valutare l’accesso alla pensione anticipata contributiva tramite computo in Gestione Separata, rispettando condizioni specifiche sui requisiti contributivi INPS.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta sul portale INPS con SPID/CIE/CNS, entrando nel servizio dedicato alle prestazioni pensionistiche e selezionando “Pensione anticipata”.
La procedura richiede molti dati come gestioni, decorrenza, cessazione lavoro, redditi, pagamento, richieste aggiuntive, dichiarazioni.

Nella pratica, il rischio non è “non saper cliccare”, ma:

  • sbagliare la decorrenza ovvero le finestre
  • non cessare correttamente il lavoro dipendente
  • non gestire cumulo/ricongiunzioni/riscatti
  • perdere tempo su contributi non allineati o “buchi” assicurativi

 

 

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